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The Poisoned Chocolates Case

  • 26 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 7 mar

Roger Sheringham took a sip of the old brandy in front of him and leaned back in his chair at the head of the table.

Sono una grande fan di detective fiction classica. Alla tradizione americana (“hardboiled”) preferisco quella British (“whodunit”), che va ben oltre la Queen of Crime.


La cosiddetta Golden Age of Detective Fiction (che si colloca tra le due guerre mondiali) contava molte figure di spicco, tra cui Anthony Berkeley (1893-1971), uno scrittore noto per la sua tendenza alla sperimentazione e per l’insofferenza verso i cliché del genere. Qui vi parlo di quello che è considerato il suo capolavoro (incipit all'inizio), e che Julian Symons, uno dei principali studiosi di narrativa poliziesca, ha definito:


“One of the most stunning trick stories in the history of detective fiction”.


TITLE: The Poisoned Chocolates Case (Il caso dei cioccolatini avvelenati)

AUTHOR: Anthony Berkeley

GENRE: detective story

YEAR: 1929

DIFFICULTY (in the original): ⭐⭐* (out of 5)

 

* è lessicalmente facile, ma richiede una certa… concentrazione.


📖 Trama: una donna muore avvelenata dopo aver mangiato dei cioccolatini. Il caso viene discusso all’interno di un club esclusivo di appassionati di criminologia, il Crimes Circle. Ogni membro ha una settimana per indagare sul caso e presentare al gruppo la propria soluzione. Ognuna delle teorie esposte appare molto convincente… ma solo finché non viene confutata da un altro membro del club, che ne evidenzia una o più fallacie.


🔍 Il libro è un caso di metagiallo ante litteram, che sfida le convenzioni del mystery classico, dimostrando come un procedimento logico possa produrre più verità coerenti, e aprendo una riflessione sul genere stesso. Il Crimes Circle del romanzo (composto dai cosiddetti “armchair detectives”, quelli che fanno indagini standosene comodamente seduti) è la versione fittizia del Detection Club, il club di scrittori di gialli fondato nel 1930 da Berkeley e altri esponenti del genere (tra cui Agatha Christie) e tuttora esistente.


La mia copia è nell’edizione British Library Crime Classics, e contiene due epiloghi extra: quello della giallista Christianna Brand (che lo scrisse nel 1979, in occasione di una ristampa) e quello di Martin Edwards (che lo scrisse su invito della British Library). Quindi, in tutto, 8 soluzioni possibili.


Nel file in cui registro e valuto tutte le mie letture — un archivio personale con note e impressioni a caldo — gli ho dato 8,5. E mi sono appuntata “brainy”, che sta per “a book for puzzle lovers” ma anche... “potenzialmente troppo complesso subito dopo un’abbuffata”.


 
 
 

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