Misery
- 25 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 7 mar
He was Paul Sheldon, who wrote novels of two kinds: good ones, and best-sellers.
Queste sono le parole con cui Stephen King ci presenta Paul Sheldon,lo scrittore protagonista di “Misery”: la storia della sua permanenza forzata a casa della sua “number one fan”, Annie Wilkes, che lo soccorre dopo un incidente d’auto.
Premessa: non sono una grande fan di King, per due motivi — molti suoi libri sono un po’ troppo lunghi (per i miei gusti) e molte sue storie ricorrono all’elemento soprannaturale come soluzione narrativa, una sorta di deus ex machina che però non sempre ho trovato coerente con il tono generale del racconto. Non farò “nomi” (sarebbero spoiler), ma più di un suo titolo ha tenuta incollata alla pagina (veri e propri page-turner) salvo poi scoprire che… c’era il barbatrucco.
Al di là di questo dettaglio, sarebbe impossibile non riconoscerne il talento di scrittore. Ecco perché entra a pieno titolo tra i miei consigli di lettura in originale, qui raccolti nella sezione From the shelves.
TITLE: Misery
AUTHOR: Stephen King
GENRE: psychological thriller/horror
YEAR: 1987
DIFFICULTY (in the original): ⭐⭐⭐ (out of 5)
Questo è uno dei libri di King che ho amato di più. Nel mio file personale prende 9 (n-o-v-e). Una prosa straordinaria, scorrevole, vivida, capace di passare con naturalezza dalla quotidianità all’incubo e di mantenere alta la tensione fino all’ultima pagina.
🎬 L’adattamento cinematografico (1990), diretto da Rob Reiner, fu un grande successo di pubblico e critica. Nei panni di Annie Wilkes, una straordinaria Kathy Bates, che vinse l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista.
Tornando a bomba: il passaggio in copertina dice apertamente che un buon libro non può anche essere un best-seller. Ora… con buona pace di King, io non sono d’accordo – e lo stesso Misery ne è un esempio egregio.
Di sicuro, però, non è vero il contrario: un best-seller... non è necessariamente un buon libro.




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